Rispetto agli ultimi dati utili sul panorama nazionale (CENSIS) il trend riportato su scala nazionale attesta che quasi un ragazzo su 4 è coinvolto, direttamente o meno, nei casi di bullismo/cyberbullismo. In queste settimane abbiamo assistito a una vera e propria escalation di casi, non ultimo quello di Milano, dove il questore ha attivato la procedura di ammonimento applicando la legge Ferrara.

Proprio a Milano, CoNACy, sulla base della metodologia elaborata dal responsabile prof. Luca Bernardo, dal periodo da novembre 2017 a aprile 2018, e Ivano Zoppi, referente operativo di Conacy, con i suoi operatori qualificati, ha formato e sensibilizzato 3200 ragazzi (1900 circa delle scuole medie il resto scuole superiori), ha formato 360 docenti referenti per il cyberbullismo attraverso i percorsi formativi dell’ufficio scolastico regionale e altri 250 docenti in percorsi di formazione presso 15 istituti comprensivi. Ha incontrato, inoltre, più di 1700 genitori e operatori del settore dell’educazione (educatori, catechisti, allenatori). Sono state realizzate oltre 700 ore di laboratori finalizzati alla responsabilizzazione attiva dei ragazzi.

CoNaCy ha sede a Milano, presso la Casa Pediatrica del Fatebenefratelli-Sacco di Milano, diretta dal prof. Luca Bernardo. La struttura milanese dal 2008 ospita il Centro multidisciplinare sul disagio giovanile, con una media di 1200 casi all’anno, di cui la grande parte interessa il web e i fenomeni illegali nella rete. Le richieste sono oltre 7000, provenienti da tutta Italia. A fronte di questo riscontro, il Miur ha deciso di affidare al Centro milanese il Coordinamento nazionale per il supporto alle scuole. L’obiettivo, in una logica pluriennale, è di gemmare questa esperienza in tutte le regioni Italiane, facendo leva sulle eccellenze sociosanitarie e sulle vocazioni territoriali.

Nel Novembre 2017 la Ministra Fedeli stipula con la Casa Pediatrica la convenzione per individuare CoNaCy, il centro di Coordinamento Nazionale per il supporto ai casi di cyberbullismo scolastico. Il progetto, finanziato dal Miur, intende attivare una rete di cura (supporto alle vittime e recupero dei bulli) in una logica di prossimità. In questa prima annualità scolastica una equipe di accademici e ricercatori ha tradotto la metodologia introdotta con successo dal Professor Luca Bernardo a Milano in modello di intervento da applicare in tutte le regioni d’Italia attraverso una protocollo di presa in carico da definire con il Miur, che consentirà di mettere in rete ogni istituto con il CoNaCy, grazie al coinvolgimento degli USR – uffici scolastici regionali.

Ogni ufficio scolastico metterà a disposizione della propria comunità un polo socio sanitario che applicherà lo stesso metodo, con gli stessi indicatori adottati da 10 anni da Milano, dove dal 2008 insiste il primo Centro Italiano sul disagio di bambini e adolescenti. Una Eccellenza del servizio pubblico italiano, in grado di monitorare il web, di fare sistema con le forze dell’ordine, con le procure minorili (messa alla prova del processo Carolina Picchio) e il territorio. In questa prima fase i casi più gravi, non sempre assurti alle cronache locali, sono gestiti direttamente dal Centro, attraverso incontri mirati con gli studenti, gli insegnanti e le famiglie coinvolte.

Le Collaborazioni con Accademia delle Belle Arti di Brera (terapeutica artistica), la presenza della prima palestra di autostima e autodifesa (Krav Maga Gabrielle Fellus ) e Frida’s Friends (Per Therapy applicata al bullismo) sono componenti fondamentali della cura della persona, assieme ad un’equipe di esperti nel campo dell’adolescentologia, della psicologia e della nutrizione. La sinergia con Pepita Onlus, inoltre, garantisce continuità educativa nei vari contesti frequentati dai ragazzi, dagli oratori ai campi estivi, dalle associazioni sportive alle attività ricreative. Un supporto a 360 gradi, in un ambiente altamente tecnologico (demotica e stanza blu dedicata ai tentati suicidi), dove in ogni stanza c’è una parete realizzata da un artista affermato, da Boeri a Fiorucci (ultima opera).