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“Noi siamo anche ciò che mangiamo” da questa celebre frase è possibile evidenziare come l’alimentazione e la nutrizione abbiano un notevole impatto nel sovrappeso, nell’obesità ma anche nell’insorgenza del diabete. Riduzione della vita sedentaria, abitudini alimentari corrette e movimento possono ridurre sovrappeso ed obesità, e quindi anche malattie cardiovascolari, dell’apparato locomotore, del metabolismo e diabete. L’aumento del peso avviene in maniera graduata quando si riscontra una variazione nell’equilibrio energetico, ovvero quando l’introduzione di calorie tramite l’alimentazione supera in maniera costante la quantità di calorie consumata nel corso della giornata.

Un ruolo importante lo giocano le quantità di energia e nutrienti ad ogni introduzione. Tante volte ci è stata presentata la piramide alimentare con i suoi nutrienti ed alimenti indispensabili per una corretta alimentazione, altrettante volte in televisione e dai giornali arrivano i consigli più diversi, ma a proposito di ciò è opportuno precisare che alimentazione e nutrizione sono una scienza. Tante volte si aprono riviste quando si è in attesa dal parrucchiere, su un treno o seduti comodamente sul divano di casa, ed ognuno propaganda “quella dieta” come la migliore, magari sposandola con la faccia di un noto personaggio. Bisogna quindi fare qualche passo indietro e ridare ai nutrizionisti, agli scienziati dell’alimentazione, ai pediatri e ai dietologi quel ruolo di consiglio a cui famiglie e singoli possono e devono affidarsi con estrema sicurezza. Ci sono molti punti critici per ogni persona che tendono ad ostacolare una corretta assunzione ed un corretto apporto. L’alimentazione gioca un ruolo centrale in tutte le fasi della vita, partendo dal feto, dal bambino, passando poi per l’adolescente, l’adulto ed infine l’anziano. Ci sono alcune condizioni fisiologiche particolari inoltre che spingono la persona ad avere una marcata attenzione su ciò di cui necessita per il proprio fabbisogno giornaliero, e questo è, ad esempio, il caso dell’accrescimento e della gravidanza. È fondamentale una corretta dieta in gravidanza, dieta che non vuol dire dimagrimento ma corretta alimentazione, poiché serve a nutrire la mamma ma anche il feto, il futuro nascituro. È importante che la donna segua i propri gusti, mantenendo una dieta equilibrata, e senza escludere a priori alimenti in particolare; questi ultimi, soprattutto nell’ultimo trimestre della gravidanza, rimangono nella memoria del bambino e questo permette alla neomamma di utilizzarli anche durante l’allattamento poiché il neonato è in grado di riconoscere gli odori e sapori a cui era abituato. Fin dal momento della nascita, già in sala parto, si inizia ad attaccare al seno il nuovo nato per stimolare allattamento. Oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica con chiarezza che si può allattare al seno fino al secondo anno di vita, come integrazione di una dieta mista. Durante la fase di allattamento è importante per la madre assumere grandi quantità di acqua poiché questo è l’elemento di maggior rilevanza nella composizione del latte materno; è consigliato infatti introdurre molti liquidi anche sottoforma di alimenti come brodo, zuppe, minestre, frutta e verdura. Queste ultime due in particolare sono molto importanti anche per l’apporto di micronutrienti come le vitamine e per mantenere un corretto transito intestinale. Alcuni alimenti o condimenti possono influenzare il sapore del latte per questo è importante valutare la reazione del bambino durante la poppata. È importante inoltre limitare il consumo di alcolici come vino e birra o alimenti contenenti caffeina come caffè, cioccolata o tè. Certamente l’allattamento materno è il migliore alimento per quel e qualsiasi bambino ma purtroppo a volte, non per colpa della donna ma per cause “naturali”, una piccola percentuale di mamme non potrà allattare; in questo caso è importante non farla sentire diversa, ne tanto meno farla sentire in colpa ma il pediatra e/o il nutrizionista avrà il compito di accompagnare questa fase della vita della neo mamma con l’alimento migliore per il suo bambino, ricordando che esistono diverse tipologie di “latti” artificiali.
Un altro periodo molto particolare e delicato per la nutrizione è il divezzamento, cioè l’introduzione delle pappe, questo avviene generalmente dopo il quinto/sesto mese di vita iniziando con l’introduzione di carni e frutta, e continuando nei periodi successivi con l’introduzione di pasta anche con glutine (pasta , pastina) semolino e riso, ma anche yogurt, formaggi e legumi. Per i bambini che hanno bisogno di avvicinarsi agli alimenti, è importante che vengano coinvolti anche nella preparazione dei piatti avvicinandoli ai nuovi profumi e ai nuovi sapori. L’alimentazione gioca un ruolo molto importante nella prevenzione, sia di uno stato di malnutrizione sia di patologie sia di allergie ed intolleranze. A questo proposito è bene soffermarsi sulla promozione di una vita attiva (gioco, sport) e di abitudini alimentari sane nei bambini: le modificazioni delle abitudini alimentari devono innanzitutto essere graduali per poter ottenere un riscontro positivo da parte del bambino, e non imponenti o drastiche, altrimenti si rischia di incorrere in un effetto prettamente opposto e quindi negativo. L’attività fisica, e parallelamente lo sport, più ludico nei bambini in età prescolare e più sportivo ed agonistico nei bambini in età scolare , deve essere praticata con regolarità circa 2-3 volte alla settimana; tra gli sport che consumano più energia troviamo la corsa, il judo, la pallacanestro, lo sci ed il tennis. La dieta deve essere costantemente sana ed equilibrata, per questo motivo alcuni alimenti devono essere utilizzati con più frequenza, come ad esempio frutta e verdura ma anche pasta, riso e pane, ed altri invece devono essere utilizzati più sporadicamente, come ad esempio i grassi e i dolci, ma anche il latticini. È importante per ogni bambino, e soprattutto è importante fare attenzione a quelli in età scolare, non demonizzare, ma non alimentarsi esclusivamente di snack , spesso a portata di “mano “nei distributori automatici, perchè troppo ricchi di grassi e zuccheri semplici. Come sostituenti si possono trovare degli alimenti chiamati di quarta gamma nei supermercati, come ad esempio una confezione di carote già lavate, sbucciate e pronte al consumo in porzioni monouso. Come per ogni persona, anche per i bambini è importante suddividere l’apporto energetico giornaliero in 5 pasti e, dal punto di vista calorico, le percentuali possono essere suddivise in: 15% per la colazione, 5% per lo spuntino di metà mattinata, 40% per il pranzo, 10% per la merenda pomeridiana, e 30% per la cena. È consigliabile non far intraprendere altre attività (tv, libri, giocattoli) al bambino mentre sta mangiando, in modo tale che possa concentrarsi sugli alimenti che gli vengono proposti e che possa valutarne pienamente la composizione, gli odori ed i sapori senza essere distratto. Un ruolo determinate per la nutrizione dei bambini è sicuramente quello dei genitori, i quali devono porre particolari attenzioni sia al comportamento dei figli sia al proprio comportamento, per dare il buon esempio ed avere regole alimentari corrette per tutta la famiglia. Un’attenzione particolare deve essere data anche verso il mondo degli anziani , che possono incontrare carenze nutrizionali a causa di una perdita sia dell’appetito che del funzionamento dei recettori sensoriali, i quali inducono una riduzione nella frequenza e nelle quantità dei pasti, ma anche da patologie acute o croniche . Inoltre durante il processo d’invecchiamento si riscontra anche una condizione di alterata composizione corporea che può arrivare ad uno stato di denutrizione proteica associata a sovrappeso: si avrà una perdita di massa magra ed un aumento invece della sola massa grassa. A peggiorare il quadro vi è anche uno stato di osteoporosi, ovvero una perdita di massa ossea che predispone il soggetto ad un maggior rischio di fratture. Soprattutto a rischio l’universo femminile, nel periodo peri- e post- menopausale dove la situazione ormonale (per l’assenza di estrogeni) predispone al riassorbimento del tessuto osseo, ed è più veloce rispetto all’uomo. Un aumentata attività fisica, in tutte le fasce di età, comprese anche le persone anziane, può essere di benefico aiuto in quanto facilita, oltre tutto, il mantenimento del tessuto osseo.