“Dalla Legge Ferrara, da poco approvata, alla Legge Regionale in merito al bullismo e al cyberbullismo: noi siamo pronti, con la nostra esperienza, con la nostra squadra e con la nostra rete”. Così Luca Bernardo, direttore della Casa Pediatrica del Fatebenefratelli-Sacco di Milano, presenta l’accordo stipulato stamani nella struttura ospedaliera con il Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri e l’Ufficio Scolastico Provinciale di Milano. Il protocollo disciplinerà le attività di collaborazione tra le parti, allo scopo di intraprendere iniziative volte a favorire e sostenere l’uso corretto del web da parte di bambini e adolescenti, fornendo alle famiglie e ai ragazzi, agli operatori scolastici e agli adulti con responsabilità educative, informazioni e consigli utili per una navigazione Internet sicura, nonché di attivare un percorso di cura di prossimità per gli attori di episodi di bullismo e cyberbullismo.


“Le nuove tecnologie non sono in gioco, ma possono rappresentare un rischio e scatenare conseguenze drammatiche” commenta il Colonnello Canio Giuseppe La Gala, comandante provinciale dei Carabinieri di Milano. “Solo a Milano – aggiunge La Gala – le Stazioni dell’Arma sono 106, un numero che ci consente di essere sempre presenti e vigili, anche quando si parla di sicurezza in Rete. Noi lavoriamo per la comunità e la nostra gratifica sono i ringraziamenti dei cittadini, dei giovani e delle famiglie”.

Intercettare il disagio prima che si trasformi in reato. Questa è la sfida che con la firma del protocollo si intende affrontare. Insegnanti, educatori, volontari, medici e forse dell’Ordine devono lavorare in stretta sinergia tra loro. Con la firma del documento i soggetti coinvolti si impegnano, in tal senso, a sviluppare apposite campagne di informazione e prevenzione sul cyberbullismo e su ogni forma di abuso dei minori sulla Rete.

“Il lavoro di squadra è importante – spiega Alessandro Visconti, direttore generale dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco – In questi anni abbiamo costruito una grande rete a tutela dei ragazzi e in poche settimane abbiamo ricevuto due visite dalle più alte cariche dello Stato. La Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, poco prima dell’approvazione definitiva a Montecitorio della Legge nazionale conto il cyberbullismo, ha voluto incontrare le nostre famiglie e i nostri ragazzi, mostrando grande interesse nei confronti del modello di cura e prevenzione realizzato dall’equipe del Professor Bernardo. La Ministra Valeria Fedeli, invece, ha voluto personalmente prendere atto dei servizi all’avanguardia per il contrasto al cyberbullismo e il recupero dei bulli. Proprio con il Ministero dell’Istruzione stiamo chiudendo una convenzione importante, per garantire a tutte le scuole la migliore assistenza possibile”.

La scuola è chiamata ogni giorno ad affrontare il compito più difficile, quello di educare le nuove generazioni non solo alla conoscenza di nozioni basilari e alla trasmissione del sapere, ma soprattutto al rispetto dei valori fondanti di una società. Nell’era di internet e delle comunicazioni questo diventa ancora più difficile, ed occorre formare anche ai nuovi rischi presenti in Rete.

“Il nostro impegno è rivolto esclusivamente al bene dei più giovani – ha commentato Marco Bussetti, Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Milano – oggi qui rappresentiamo tutte le anime che hanno il compito di vigilare sui nostri ragazzi, accompagnandoli serenamente nel loro percorso di crescita. Una sfida educativa alla quale non vogliamo sottrarci e lo mettiamo nero su bianco con questa importante firma: la scuola è pronta a fare la sua parte”.

Presente all’incontro anche Paolo Picchio, padre di Carolina prima vittima accertata in Italia di cyberbullismo: “La Casa pediatrica è per me una famiglia, mi sento perfettamente in linea con l’attenzione e la passione con cui qui i ragazzi e le famiglie, che provengono da tutto il Paese, sono aiutati. L’accordo di oggi, come quello con la Polizia Postale, è importante per fare in modo che già dal prossimo anno scolastico ci possa essere formazione e assistenza continua ai ragazzi, come pure agli insegnanti e ai genitori”.

Nelle Rete ci sono grandi opportunità ma anche rischi. Sfide, gruppi chiusi, sette che istigano al suicidio e plagiano le menti in evoluzione dei ragazzi. Spesso si trovano nel cosiddetto “deep web”, il mondo sotterraneo, la parte nascosta e anonima di Internet. Se da un lato generano paura e angoscia, dall’altro spingono i ragazzi, adolescenti nella fase più trasgressiva della loro esistenza, a un’ossessiva e curiosa ricerca. La Casa Pediatrica in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Adolescenza e Pepita Onlus ha scelto di focalizzare l’attenzione su una corretta informazione e su una risposta professionale dedicata. L’obiettivo è rimettere ordine: riportare al centro il valore educativo del dialogo e accogliere le paure dei ragazzi, ma anche rassicurare gli adulti affinché riacquistino il loro ruolo guida senza demonizzare la Rete.

“È importante informare – commenta Ivano Zoppi, presidente di Pepita Onlus – ma certe notizie hanno contribuito a diffondere un allarme che ha già prodotto 250 interventi e segnalazioni alla chat “#fermiamolabalena” attivata in questi giorni. La corretta informazione sul caso Blu Whale non deve diventare mania. Forse qualche ragazzo, come si legge nei recenti casi di cronaca, ha comunicato a intraprendere questo gioco proprio perché incuriosito e, quindi, più per emulazione che per reale disagio. Noi ci siamo, siamo dalla parte dei ragazzi, ma dobbiamo comprendere che gli educatori, tutti gli educatori che sono ogni giorno vicino ai nostri figli, devono essere supportati con adeguati percorsi di formazione su questi fenomeni. La preparazione, unita alla presenza capillare delle Forze dell’Ordine e ai servizi socio sanitari territoriali, può fare la differenza”.

#fermiamolabalena e #adessoparloio sono gli hashtag lanciati dalla campagna di sensibilizzazione. Famiglie e ragazzi possono ricevere un aiuto concreto e qualificato via chat, su WhatsApp, al numero 3482574166.