Bullismo:
Con il termine “Bullismo” si definiscono quei comportamenti offensivi e/o aggressivi che un singolo individuo o più persone mettono in atto, ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di una o più persone con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sulla vittima. Un bullo può aggredire la vittima in modo diretto o fisico (picchiandola o insultandola) o in modo indiretto (escludendola, diffondendo calunnie sul suo conto). Il “pubblico”, costituito dalle persone presenti sulla scena che osservano la situazione, rappresenta un sostegno per il bullo che si sente ammirato e sostenuto, mentre costituisce un’ulteriore forza sminuente per la vittima. Il bullismo psicologico, più subdolo, è perpetrato generalmente da ragazze su altre ragazze.

CYberbullismo:
L’uso improprio delle nuove tecnologie per colpire intenzionalmente persone indifese è stato definito “cyberbullismo” (cyberbullying nella letteratura anglofona). Esso descrive un atto aggressivo, intenzionale condotto da un individuo o un gruppo usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel tempo contro una vittima che non può facilmente difendersi (Smith et al., 2008). L’aggressore può agire nell’anonimato e può diffondere le offese attraverso il web raggiungendo un pubblico potenzialmente illimitato. La vittima diventa, in questo contesto, vittima globale e il dolore che esperisce diventa ingestibile e incontrollabile, al punto che, il più delle volte, tende a chiudersi in casa e a rifiutare contatti e relazioni con il mondo esterno.

Dipendenze da Internet:
Quando l’uso smodato del computer e di internet compromette le normali attività di tutti i giorni – il lavoro, la scuola, le uscite sociali – e soprattutto le relazioni affettive e la capacità di instaurare legami stretti e duraturi nella vita reale, allora siamo probabilmente alle prese con una situazione entrata in fase di disagio. ll rifugio nel mondo virtuale sembra, soprattutto per i giovani, una via di fuga e di salvezza dalle minacce della vita reale, un anestetizzante della noia, della solitudine, dell’abbandono emotivo. In tal senso l’uso compulsivo di Internet non rappresenta tanto un sintomo, di cui liberarsi semplicemente, ma piuttosto un vero e proprio modo di essere nel mondo.