“E’ importante, a fronte di numeri come quelli illustrati oggi, che i ragazzi, siano essi vittime o bulli, vengano affidati a luoghi e competenze certificate dall’amministrazione pubblica”.

FullSizeRender 4Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, al termine della visita odierna alla Casa Pediatrica dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano. La struttura, dal 2008, ospita il primo Centro multidisciplinare sul disagio giovanile e ha visto un incremento dei casi giunti a 1200, di cui l’80% interessa il web.

A oltre due anni dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Miur e ASST Fatebenefratelli-Sacco per l’attivazione del primo Centro Nazionale di Prevenzione e contrasto al cyberbullismo e ai fenomeni illegali della Rete, la Ministra Fedeli ha scelto di far visita alla struttura segnando così un decisivo passo in avanti nell’attuazione del protocollo.

“La Casa Pediatrica – ha aggiunto Fedeli – rappresenta certamente un’eccellenza nella cura dei bambini e degli adolescenti, attraverso percorsi innovativi e laboratori che, insieme alla prevenzione, devono diventare una prassi. La Rete, infatti, è una risorsa straordinaria ma i pericoli, soprattutto per le nuove generazioni, sono a portata di click. Per questo la fruizione positiva e in sicurezza di internet è tra le priorità del Ministero”.

Durante la visita, la Ministra Fedeli è stata accompagnata dal Direttore Generale del Fatebenefrattelli-Sacco, Alessandro Visconti, dal Professor Luca Bernardo, direttore della Casa Pediatrica, dalla Senatrice Elena Ferrara, prima firmataria del ddl per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, e da Paolo Picchio, papà di Carolina, Delia Campanelli, Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, e Marco Bussetti, Dirigente Ufficio Scolastico Città Metropolitana di Milano.

“Curare i bambini. E’ questo quello che ci riesce meglio e che vogliamo continuare a fare la nostra struttura è studiata e realizzata attorno alle esigenze dei piccoli e dei genitori, per rendere meno dolorosi i vari percorsi di cura intrapresi. Nel caso del cyberbullismo è importante muoversi per tempo, prima che il disagio, specie se veicolato dalle nuove tecnologie, possa diventare patologico” ha ricordato Bernardo.

“Sono tantissime le richieste di cura alle vittime, come pure al recupero dei bulli e dei cyberbulli che ci giungono da tutta Italia –  ha concluso Bernardo – al momento purtroppo è impossibile soddisfarle. Sono però oltre 15 i poli sanitari e universitari d’eccellenza che si sono resi disponibili ad applicare il nostro modello di cura rispondendo così a quella che risulta, senza neppure considerare il sommerso, una vera e propria emergenza sociale”.