Oltre 500milioni di persone sovrappeso o con problemi di obesità in Europa di cui circa 40milioni sono bambini con un’incidenza di uno su sette in Italia. Nutrire il pianeta e nutrirlo bene, questo il concetto al centro dell’incontro “Nutrire la Mente, Nutrire il Corpo: Le Bufale dell’Alimentazione” al padiglione di Israele ad Expo 2015 cui ha partecipato Luca Bernardo, Direttore Dipartimento Materno Infantile A.O. Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, con un focus su Alimentazione e nutrizione in età pediatrica. «Dimmi come mangi e ti dirò come sei… l’equazione è tutto sommato questa» ha spiegato Bernardo.

_File_001«Per questo le nostre abitudine alimentari, quelle dei giovani in particolare, incidono fortemente sulle patologie che potrebbero manifestarsi in futuro a a livello di singolo individuo, così come di comunità». Prevenzione, cultura del cibo e buon senso, le parole chiave a partire da un recupero di buone pratiche e la diffusione di una maggiore consapevolezza. «Recuperiamo un modello familiare nell’educazione – ha precisato Bernardo – molto valgono gesti semplici: stare seduti a tavola, fare colazione tutti insieme perché è un momento molto importante. Piccoli accorgimenti che possono fare una grande differenza, soprattutto occorre recuperare il concetto di “sano” non quello di “magro” dietro cui spesso si celano brutte sorprese».

_File_003Su quest’ultimo aspetto la valutazione di Gabrielle Fellus, Istruttrice G5 di Krav Maga, responsabile del progetto Palestra autostima e autodifesa della Casa Pediatrica. «Bulimia e anoressia – ha spiegato – sono problemi che toccano nel quotidiano molti giovani e le loro famiglie. Per questo è importante l’attività fisica, declinata in uno sport che possa davvero dare una risposta rispetto a queste fragilità». Non ci sono sport migliori o peggiori in assoluto: c’è la scelta giusta al momento giusto. «Con la Casa Pediatrica del Fate Bene Fratelli – ha aggiunto Fellus – abbiamo valutato che una palestra con corsi di autodifesa potesse essere il percorso migliore per incanalare frustrazioni e angosce. Da noi i ragazzi imparano a difendersi dalle discriminazioni, anche quello legate alle conseguenze di un rapporto difficile col cibo o con il proprio corpo». Un percorso terapeutico innovativo che parte da un presupposto semplice: il sorriso. «Lavoriamo divertendoci, con entusiasmo e una buona dose di ironia riuscendo ad affiancare al gioco-allenamento il controllo delle tabelle alimentari e trasmettendo un atteggiamento positivo ai ragazzi: l’obiettivo è renderli consapevoli che uno stile di vita sano è importante per il loro bene e non per la loro linea».

_File_002La buona alimentazione dunque come scelta consapevole dell’individuo che non può però prescindere da politiche complessive che favoriscano questi percorsi virtuosi. Al primo posto secondo Gianfranco Quaglia, giornalista e direttore di Agromagazine, la necessità di valorizzare i prodotti di qualità. «Il punto di partenza non può che essere la tutela dei prodotti Made in Italy e puntare sulla cultura del cibo informando i cittadini-consumatori: cosa mangiare e come mangiarlo». Un problema tipicamente glocal che significativamente viene affrontato nel padiglione di Israele ad Expo. «Proprio Israele è uno dei pochi Paesi in cui i prodotti Italian Sounding non hanno preso piede» Spiega Quaglia. «Questo tipo di contraffazione – prosegue – ha un mercato che vale circa 70miliardi di fatturato, quasi il doppio del mercato del “buon” prodotto italiano: prodotti che inquinano il mercato, prodotti che incidono sulla percezione della buona alimentazione, prodotti su cui è inevitabile porsi delle domande: rispettano regolamenti e direttive sanitarie?». Quali risposte? Come difendersi? Alcune risposte arrivano dai progetti del Politecnico rappresentati da Manuela Pizzagalli, Responsabile Progetti di Innovazione Fondazione Politecnico di Milano. «Molto si è fatto e molto si può fare a partire dal packaging e dai sistemi di tracciabilità. Nel primo caso al Politecnico stiamo studiando soluzioni per migliorare conservazioni degli alimenti; nel secondo non sono dei miraggi i sistemi intelligenti di tracciatura: i codici a barre e altri strumenti. Le etichette intelligenti possono raccontare l’origine e la composizione del prodotto anche da un punto di vista empatico».

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